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Regime-forfettario-2019

Imposta di bollo. Nuovo regime forfetario. Il forfetario è soggetto ad imposta di bollo?

Imposta di bollo

Nuovo regime forfetario

Il forfetario è soggetto ad imposta di bollo?

Con l’entrata in vigore dal 1 gennaio 2019 della fatturazione elettronica obbligatoria cambiano anche le modalità di pagamento delle relative imposte di bollo per quanti vi siano assoggettati. Il ministro dell’Economia e delle Finanze attraverso un apposito decreto del 28/12/2018, infatti, ha inteso facilitare l’adempimento da parte dei contribuenti interessati.

A tal fine il citato decreto prevede che al termine di ogni trimestre l’Agenzia delle Entrate renda noto ai contribuenti l’ammontare di tale imposta dovuto sulla base dei dati presenti nelle fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di Interscambio. Grazie a quei dati, l’Agenzia metterà a disposizione sul proprio sito internet un servizio che consente agli interessati di pagare l’imposta di bollo con addebito su conto corrente bancario o postale. Il pagamento potrà altresì essere eseguito utilizzando il modello F24 predisposto dall’Agenzia stessa.

Le disposizioni del decreto in commento si applicheranno alle fatture elettroniche emesse a partire dal 1 gennaio 2019.

Come noto, la legge di Bilancio per il 2019 ha notevolmente modificato la soglia di ricavi e/o compensi previsti per la permanenza nel regime forfettario previsto dalla L. 190/2014 innalzandola a EUR 65.000.

Il nuovo limite ha così spinto molti contribuenti a transitare al regime citato in vista non solo delle notevoli semplificazioni contabili ma anche e soprattutto del significativo risparmio d’imposta consentito dal medesimo.

I contribuenti rientranti nel regime di vantaggio in parola godono di una serie di semplificazioni, tra le quali, la non assoggettabilità ad Iva. In altri termini i predetti contribuenti non applicano l’Iva in rivalsa ai propri clienti e per converso non portano in detrazione l’Iva assolta sugli acquisti effettuati.

Pertanto, i contribuenti transitati al regime forfettario non dovranno più addebitare l’Iva in fattura come fatto in precedenza ma dovranno applicare in luogo dell’Iva l’imposta di bollo laddove dovuta.

Si ricorda, infatti, che in termini generali, l’I.V.A. e l’imposta di bollo sono tributi tra loro alternativi. Infatti, ai sensi dell’articolo 6 della tabella B allegata al D.P.R. n. 642/72, le fatture recanti importi soggetti ad I.V.A. sono esenti in maniera assoluta dall’imposta di bollo. Al contrario, scontano l’imposta di bollo le operazioni non soggette ad I.V.A. se l’importo complessivo delle stesse è superiore ad Euro 77,47 (articolo 13 tabella A allegata al D.P.R. n. 642/72).

Ora, per effetto di quanto disposto dal comma 3 dell’articolo 1 del D. Lgs 127/2015 i contribuenti in regime forfettario, differentemente da tutti gli altri titolari di partita Iva, sono esonerati dall’emissione della fatture elettroniche.

Pertanto, i contribuenti aderenti al predetto regime possono continuare ad emettere fatture in formato analogico (cartaceo). Non appare superfluo evidenziare che l’esonero dall’obbligo di fatturazione elettronica tuttavia non costituisce per i medesimi un divieto, ben potendo gli stessi utilizzare comunque il canale telematico in luogo di quello cartaceo. Detto esonero non si applica per le fatture emesse nei confronti della Pubblica amministrazione, per le quali permane l’obbligo dell’e-fattura.

Pertanto, ad oggi i contribuenti transitati al regime forfettario posso scegliere se emettere le fatture in formato analogico o elettronico.

Ovviamente, a seconda della modalità di emissione della fattura prescelte, diverse saranno anche le modalità di assolvimento dell’imposta di bollo laddove dovuta.

I contribuenti in regime forfettario che sceglieranno di emettere le fatture in formato analogico dovranno apporre sulle fatture emesse con importo superiore a 77,47 EUR in seno alla copia del documento rilasciata al cliente la consueta marca da bollo da EUR 2,00 reperibile presso i tabacchi presenti sul territorio e nei rivenditori autorizzati.

Se, invece, la fattura cartacea viene inviata via mail al cliente la marca da bollo può essere apposta sulla copia che rimane in possesso del soggetto emittente e in tal caso sarà opportuno riportare nella copia cliente la dicitura “marca da bollo apposta sull’originale”.

Laddove il contribuente in regime forfettario opti, invece, per l’emissione delle sue fatture in formato elettronico, il pagamento dell’imposta di bollo non potrà avvenire mediante l’acquisto delle citate marche da bollo ma l’imposta sarà “assolta virtualmente” attraverso gli appositi software di fatturazione elettronica e dovrà materialmente essere versata successivamente attraverso le modalità di seguito precisate.

Si ricorda, infatti, che secondo quanto previsto dal D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642, il documento emesso deve essere in regola con l’imposta di bollo “sin dall’origine”. All’uopo l’articolo 2 prevede che “L’imposta di bollo è dovuta fin dall’origine per gli atti, i documenti e i registri indicati nella parte prima della tariffa, se formati nello Stato, ed in caso d’uso per quelli indicati nella parte seconda. Si ha caso d’uso quando gli atti, i documenti e i registri sono presentati all’ufficio del registro per la registrazione”.

Orbene, in caso di emissione di fattura in formato elettronico l’imposta di bollo dovrà essere assolta e versata secondo le modalità indicate dal DM 17 giugno 2014.

Per cui il cedente dovrà valorizzare nel tracciato XML della fattura elettronica gli appositi spazi “bollo virtuale” e “imposta di bollo”. In particolare, l’indicazione e l’importo del bollo assolto secondo le modalità previste dal decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 17 giugno 2014, devono essere inserite nel campo 2.1.1. “Dati bollo”, del formato tabellare allegato al provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 30 aprile 2018, n. 89757.

Come detto, al fine di semplificare il versamento dell’imposta al termine di ogni trimestre l’Agenzia delle entrate renderà noto l’ammontare dovuto dell’imposta sulla base dei dati presenti nelle fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di Interscambio. Il pagamento dell’imposta relativa alle fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre solare deve essere effettuato entro il giorno 20 del primo mese successivo. Il pagamento dell’imposta può essere effettuato mediante l’apposito servizio presente nell’area riservata del soggetto passivo I.V.A. presente sul sito dell’Agenzia delle entrate oppure con addebito su conto corrente bancario o postale o, in ultimo, utilizzando l’apposito modello F24 predisposto dall’Agenzia delle entrate. Le fatture elettroniche per le quali è obbligatorio l’assolvimento dell’imposta di bollo devono riportare specifica annotazione di assolvimento dell’imposta ai sensi del DM del 28/12/2018.

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